giovedì, 06 dicembre 2007, ore 19:35
direttamente dalla fantasia di barneydasurfer in bei ricordi

8 dicembre 2003.  4 anni fa.

Fuori da una finestra con un vetro fine come un foglio di carta piove da più di due ore. Su Cagliari soffia un vento da NORD. Onde nella zona di Villasimius, Chicos ci ha invitato a passare la notte là, in una casa a 2 minuti dal mare, insieme a Stefano Isola e il suo amico Diego per cogliere le prime onde del mattino. Alle 00:47 mi raggiungono a casa el Morotz e Steve con la mitica citroen AX. Carichiamo le tavole e ci immettiamo in una strada piena di curve e instancabile pioggia. La nostra vita corre sul filo del guard-rail ma ridiamo e dopo un ora e mezza arriviamo al nostro sicuro riparo per la notte. Ci apre il cancello Chicos  che dormiva. Veniamo stipati in una stanza fredda e scura dotata di letto matrimoniale dove ci sistemiamo e passiamo la notte io, el Morotz e Steve. Grasse risate. Ore 6:30 Chicos ci sveglia dal nostro dolce sonno. Fuori ancora buio, ma vogliamo anticipare tutti e quindi ci priviamo del sonno, facciamo colazione e ci prepariamo. Il cielo e terso, un azzurro perfetto, e il vento ha smesso di soffiare. Nell’aria c’è l’odore del mattino d’inverno. Io, Steve e el Morotz siamo in ritardo, gli altri si sono già avviati verso il mare. Le tavole sono gelide e le corde per legarle ancora di più. La citroen AX ci fa un po’ preoccupare in partenza ma non ci abbandona.

Ci avviciniamo al mare. La strada curiosamente in discesa ci permette di scoprire pian piano un mare perfetto. Onde glassy di 1.5m si rompono su un fondale di sabbia finissima, sotto un caldo sole invernale. Gli altri sono già in acqua, Stefano Isola ci regala l’emozione di un tubo sfociato in wipe-out. Noi ci infiliamo le mute con dei sorrisi grandi mentre dalla radio viene fuori una canzone inaspettata, in apparenza fuori luogo. So this is Christmas di John Lennon. Quella canzone non so perché ma ci mette ancora più gioia addosso e ci emoziona. Era l’8 di dicembre, faceva freddo e noi ci spogliavamo all’aperto per infilarci una muta ed entrare in acqua con la tavola. Normale per qualunque surfista si potrebbe dire. Ma noi eravamo surfisti per caso, molto principianti, inesperti e facili alle emozioni portate dal mare. Una bella povertà.

La giornata è proseguita in acqua fino a circa le 12:00. La mia tavola aveva subito un incidente ma non me ne curai. Pranzammo a casa di Chicos, parlando di onde e di vita, nell’aria si respirava un bell’odore. Un odore di armonia. Verso le 17:00 ci siamo messi sulla via del ritorno fra risate grasse e racconti e propositi e l’idea che in fondo era già Natale e la gente faceva i presepi e gli alberelli dentro case calde e in quelle fredde.

DSCN1662
Ho sentito ancora quell’odore di mattina d’inverno ed avevo sempre affianco quei grandi signori e davanti avevo il mio mare. Quando vado al lavoro la mattina oggi sento quell’odore del mattino d’inverno vicino al mare. Il mare non c’è ed è bello lontano ma lo sento, forse è solo la voglia di sentirlo ancora. E sorrido. Mi sembra sempre l’odore della felicità.
  Amici, mare, sole e bei pensieri dentro al cuore.

Ho scritto un po’ per ricordare quel giorno di 4 anni fa. Son cambiate tante cose ora. C’è da scoprire qual è il Matteo fortunato: il Barney di 4 anni fa o il quasi ingegnere Matteo Sanna a Madrid e con un lavoro davanti? Chissà. Io voterei per il Barney super surfista per tutta la vita ma chi lo sa, in un libro avevo letto che facciamo la scelta giusta si e no l’8% delle volte.


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mercoledì, 25 luglio 2007, ore 18:53
direttamente dalla fantasia di barneydasurfer in a presto mardid

Fuori un rumore scrosciante... Come di cascata.

In questo periodo, quando posso leggo un libro. Un libro vecchio. Ci ho ritrovato una riflessione, un pensiero pensato da un personaggio meraviglioso che si chiama Shatzy.  Per sommi capi dice


che sarebbe molto piú semplice se non ci avessero inculcato tutta questa storia del finire da qualche parte, se solo ti avessero insegnato, piuttosto ad essere felice rimanendo immobile. Tutte quelle storie sulla tua strada. Trovare la tua strada. Andare per la tua strada. Magari invece siamo fatti per vivere in una piazza o in un giardino pubblico, fermi lí, a far passare la vita. Magari siamo un crocicchio e il mondo ha bisogno che stiamo fermi, sarebbe un disastro se ce ne andassimo, o ad un certo punto, per la nostra strada, quale strada? Sono gli altri le strade, io sono una piazza, non porto in nessun posto, io sono un posto.


Mi ha fatto riflettere perchè è vero. In questo momento è vero. Tutta questa storia di muoversi e spostarsi, cambiare cittá sembra uno sfuggire alle strade ma forse non è cosí. Madrid erasmus mi è sembrato un pó la piazza di Shatzy. Nessuna strada, tutti i cammini possibili, nessun senso di marcia, nessuna scelta, tutto terreno libero, condivisibile da tutti. È disordine questo? Non lo só. Eppure anche in una piazza io una strada l'ho presa. Sará il bisogno d'ordine o sará che dentro una piazza cosí si puó scegliere dove andare e lo si puó fare con certa serenitá, certa sicurezza. Strade prive di traccia apparente.
Per questo motivo o per altri io l'anno prossimo saró ancora qui. Nella Madrid di tutti.

Qui quella piazza comincia a svuotarsi, rimaniamo pochi e bellissimi seduti al centro della piazza a guardarci in faccia. A sorridere di noi, e della bellezza dentro e intorno. Quest'anno vacanze in sardegna. Meraviglie ad aspettarmi. Chiudo gli occhi e cosa mi viene in mente?! Io,  da Bastiano con Ale. Ichnusa sul tavolo, corpo coperto di salsedine, occhi a guardare un tramonto sul mio mare. Mare su cui si passeggiava mezz'ora prima. Poi tornare a casa. Vedere quel sorriso che hai aspettato e atteso, abbracciarlo e sentirsi bene. Sul mare non ci sono strade. È la piazza di Shatzy. Le strade le tracci tu.

Potevo mettere un sacco di foto. Foto di quest'anno o qualcosa che richiamasse strade. Peró mi è venuta da mettere questa, un pó estiva. Un bambino che disegna l'estate. L'ho rubato a un illustre dell'aereosol art milanese ( www.eron.it ).

Rimini. spray paint on board 150 x 100 cm

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venerdì, 08 giugno 2007, ore 11:36
direttamente dalla fantasia di barneydasurfer in

nopedofiliayv1No alla pedofilia

http://www.mobilitazionesociale.it/ams/intro.asp

http://cronacaeattualita.blogosfere.it/2007/06/aboliamo-la-giornata-dellorgoglio-pedofilo.html


23 giugno, Giornata Mondiale dell'Orgoglio Pedofilo

Sì, avete letto bene, il 23 giugno si terrà la giornata Mondiale dell'orgoglio Pedofilo; tutti i pedofili del mondo accenderanno una candela azzurra. Un gesto simbolico per ricordare i pedofili incarcerati perché - come dicono loro - "vittime delle discriminazioni, delle leggi ingiustamente restrittive per ribadire l'amore che proviamo per i bambini" (boyloveday international). Queste persone (se è giusto indicarle così) hanno pure un loro sito e non è un sito illegale, non contiene pornografia, anzi questi signori si impegnano a convincere i loro lettori di agire nel bene, di volersi differenziare dai criminali, da chi commette atti violenti, da chi costringe i bambini, i ragazzi, dicendo che loro li amano.

Interessante la galleria di immagini, dove anche Babbo Natale viene mostrato al pari di un pedofilo, dove addirittura viene mostrato un fin troppo amorevole prete in compagnia di un ragazzino: si evince un chiaro desiderio di far apparire assolutamente normale e non come perversione sessuale, ad esempio, partecipare ad un'orgia, portare avanti un rapporto tra un adulto e un minorenne.

Non è una novità: sono 8 anni che questa giornata esiste, che questo sito è on line, nell'indifferenza di tutti gli organismi internazionali.
E' stato richiesto anche l'intervento dell'ONU, ma tutto è rimasto così com'è.

Ora è partita una petizione, sono state scritte TRE pagine su questa giornata, nelle quali la polizia postale spiega perché non si può chiudere il sito.


http://www.epolisroma.it/

Questa è la prima risposta a questa giornata:

Una fiaccolata a Palermo contro la pedofilia

L’Associazione per la Mobilitazione Sociale di Palermo, chiede che vengano oscurati tutti i siti web che in qualche modo danno voce e spazio alla pedofilia. Le istituzioni prendano una ferma posizione considerando reato anche la solo promozione on line di questo turpe mercato.


Un fermo “No” contro la “Giornata Internazionale dell’orgoglio pedofilo”.


Proviamoci, facciamo una catena di blogger, se credete che possiamo
urlare un NO anche noi, prendete questo post, copiatelo sui vostri blog e siti, inviatelo per e-mail a conoscenti e amici, fatelo girare tra i blogger.

Uniamo le nostre forze per qualcosa di positivo.

Fate firmare la petizione che sarà presentata all'UNICEF e all'On. Frattini.

nome e cognome tramite
sms 3391819641

oppure

nome e cognome tramite mail
italia@epolis.sm


Copia e diffondi.

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mercoledì, 30 maggio 2007, ore 21:33
direttamente dalla fantasia di barneydasurfer in

Così di questo erasmus quasi si guarda alla fine...
Si sente in giro quella puzza strana di cose finite, misto  di malinconia e sorrisi a metà. Siamo quasi a fine corsa, il treno corre ancora velocissimo ma tutti sanno che ci sono ancora poche fermate e poi tutti giù al capolinea. Grandi abbracci per il viaggio lungo fatto insieme...
E la domanda che più spaventa è:
com'è la vita giù da questo treno??
Io sono uno di quelli che forse ha già un piede fuori dal treno ma ho paura lo stesso. Così questo periodo è pieno di domande sul mio futuro prossimo, su quali potrebbero essere le decisioni migliori. Sono fra mille fuochi e devo solo decidere dove buttarmi. A momenti queste domande sono mostri che fan paura. Ma la mattina, mentre vado a lavorare, stanchezza di corsa verso la metro alle 7a.m., cammino in mezzo alla strada vuota e il sole si stiracchia dietro il non lontano palazzo reale... Bè, la situazione mi strappa un sorriso, bello quanto il mio souvenir di Tenerife e quei mostri di domande sono solo fortunata libertà di poter scegliere che sarà...


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...e poi ho cominciato a desiderare intensamente, così, senza accorgermene, ed eccomi qua ora a guardarti da vicino per poterti dire che... Ero qui da un sacco di tempo, e... Ti aspettavo...

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giovedì, 22 marzo 2007, ore 22:45
direttamente dalla fantasia di barneydasurfer in carrozze, in partenza sempre

In partenza... Sempre... Ma quando si arriva??

Il 14 marzo partivo per Tenerife. Una vacanza, vecchi amici e un bel gruppo di belle persone che è stato un piacere scoprire (sciadausu nosu!!)
. Partivo e ho scritto due righe dettate da una bella sensazione e della bella musica. Oggi son di nuovo nella bella Madrid, con in bocca un bel sapore, sulla pelle un bel profumo e nella testa mille grilli che saltano. 

Blues nelle orecchie, un aereo con le ali grandi, otto posti a sedere per fila. Sono solo, sorrido alla stanchezza che mi porto dentro, sono due giorni che non dormo e non mi fermo. Eppure ho un sorriso che mi piace, forse è la stanchezza che mi permette di vedere tutto il bello e mi sbatte sulla faccia questa espressione beata.
Sorrido alla mia settimana di vacanza a Tenerife, al mio essere IO, alla luna che ho visto stamattina e ieri, alla notte, alla bella musica, alle finestre grandi, quelle sul mondo, sul tempo e quelle sui terrazzi. E' la leggerezza dei momenti migliori e anche quei pensieri pesanti, quelle preoccupazioni, quella ragazza che non capirai mai diventano leggeri e sai che tutto andrà come deve andare, perché tutto va come se... Così mi diceva, una volta, una gran persona e un gran amico.
La voce calda di donna del Blues ora ripete insistente, quasi a volermi parlare:
"Let's do it!"
E così, che puoi rispondere ad una voce così? Ad una signora elegante, con quella pelle fantastica, che si muove appena sotto il vestito lungo in fronte a quel microfono, e tu sei seduto al tavolo di quel locale vecchio 100 anni con davanti il tuo drink. Locale poco affollato e luci basse.
Che le dico?
"I'm doing it Babe!"
Lo dico piano, quasi silenzioso. Poi, mi alzo, metto la giacca sulle spalle, ultimo lungo sorso dal mio drink, poggio sul tavolo il bicchiere. Saluto il barman che mi dice:
"Dove vai? E' presto.."
Alle mie spalle mi accarezza ancora la voce blues, ora canta un pò disperata:
"Dance me to the end of love!"
Sorrido, stavolta non dice a me. Credo. Chiudo la porta.

11"Ciò che trovi dentro ad un viaggio non lo puoi mai sapere.
Io ci ho trovato il profumo di un profumo di coraggio di guardare verso il piacere di trovare."

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mercoledì, 24 gennaio 2007, ore 21:07
direttamente dalla fantasia di barneydasurfer in elicotteri ritrovati

Piccolo elicottero, gioco di bambino, ha visibili i segni di un incidente, vetri rotti e altre porcherie.

Si è presentato così, mentre salivo le scale, stanco, solo e poco sobrio, di ritorno dalla noche de fiesta. Stava là poggiato sull'ultimo scalino che mi avrebbe portato a casa, su di un fianco, io e lui. Un elicottero poggiato su di un fianco ad aspettarmi.
Così, sembrava aspettare me, a volte c'è una donna a casa che ti aspetta, a volte un amico, a volte tua madre. A volte, ma questa volta c'era un elicottero che aveva fatto un incidente.
Lo ho raccolto con due mani e l'ho portato in camera mia, gli ho scattato qualche foto (sia mai le chieda la assicurazione) e lo ho osservato meglio. Dentro la cabina di pilotaggio nessuno, non i segni del pilota o eventuali passegeri, solo i vetri rotti e la carrozzeria in brutte condizioni. Risalta subito all'occhio che le pale dell'elica sono in buono stato. Questo fa pensare che l'impatto non è stato troppo violento.

Così ho pensato che mi volessi dire qualcosa, forse che sei arrivata fino a quà e che nell'avvicinarti a me  purtroppo delle raffiche di vento ti hanno costretto ad un atterraggio di fortuna e non ero là ad aiutarti quando sei atterrata. Che sei scesa con difficoltà dall'elicottero e tuttavia  per un pò mi hai aspettato là seduta sulla tua valigia rovinata ma poi non mi hai visto arrivare e giustamente sei andata via, sulle scale faceva un brutto freddo. Ti immagino mentre piccolina scendi le scale con il peso della valigia dietro, apri il pesante portone e esci fuori mentre ancora piove forte, metti la valigia sopra la testa e corri a cercare un riparo.
Io ti aspettavo da un sacco di tempo e volevo ti fermassi qui, solo per un pò forse, almeno il tempo di dire, che bello, eppure come  mi muovo faccio del vento pericoloso che allontana gli elicotteri e gli fa cadere.

Poi ho pensato che c'era una volta un bambino che giocava con un elicottero rosso nuovo nuovo. Doveva uscire con la mamma e lo mise nella tasca del cappotto e uscendo dalla porta strattonato da una madre di fretta gli cadde dalla tasca e poi tornando un ragazzo ubriaco, con gli occhiali e le scarpe grosse l'aveva calpestato senza accorgersene. Se è così, ringrazio quel bambino perché mi ha ricordato che ti piacerebbe arrivare quà ogni giorno per sorridermi e farmi dire:

- Ero qui da sempre, sai? E…
Una piccola pausa
-Ti aspettavo.


Peccato faccia tutto questo vento.
Mi dispiace.

333Ci sono storie che uno decide di raccontare, altre in cui ti ci ritrovi dentro e non ci puoi far nulla.
Puoi solo incominciare a raccontare.

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sabato, 16 dicembre 2006, ore 04:18
direttamente dalla fantasia di barneydasurfer in

Ora tarda, camera in disordine, letto disfatto, in salone ancora gente che fa festa, io MI scrivo sul mio blog, perché stanotte mi hanno detto che un blog è come una storia d'amore e bisogna averne cura.

Qui c'è una vita che piacerebbe un sacco e ad un sacco di gente.
Insieme di eventi che si mescolano, vortice intorno, tu dentro, nel mezzo tu che giri. Fermarsi un attimo, poggiarsi ad un muro e guardarsi intorno, vedere facce di gente che in effetti non conosci ma che ti sorridono e sentirsi fortunato . Fortunato per un sacco di cose che a elencarle sarebbe un compito infinito. Qui succedono cose così, cose che son belle.
Poco ordine, è vero, però ci son cose in cui è giusto domini il caos e ci piace così.

iooo
fra un pò è Natale e arriva il momento di tornare a casa. Il Natale, la famiglia, gli amici, il mare, le seadas, gli zii, le nonne, la Sardegna, Torino, Cagliari, la dolce calma, cercare visi e non trovarli, mangiare, mangiare, mangiare... Ci son momenti che vorresti abbracciare tutto. Anche gli alberi(??!)

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giovedì, 26 ottobre 2006, ore 23:47
direttamente dalla fantasia di barneydasurfer in tutto è partito

Qui UNO ha sparato un colpo in aria e tutto è partito...

Qui UNO ha sparato un colpo in aria e tutto è partito. C'è una poesia che abbiamo letto tutti, è di Manzoni e si chiama 5 Maggio, tutti e dice: Dall'Alpi alle Piramidi,dal Manzanarre al Reno, di quel securo il fulmine tenea dietro al baleno... Bè, io sto dietro il Manzanarre, ci vivo affianco e lo sento borbottare le mattine che vado all'università e le mattine che rientro dalle uscite notturne. Se pensi alla poesia sembra che la reciti nel suo borbottare, sopratutto  se hai bevuto un pò. Qui la vita erasmus fa il suo corso, con tutto quello che c'è dentro. Le amicizie, le conoscenze, la cultura, la vida loca e la velocità di tutto e tutto in una volta. Sono qui da un mese più o meno e mi sembra di esserci da 1 anno. Domenica notte  ho guardato  l'appartamento  spagnolo, in spagnolo. Mi ha fatto un certo effetto, qui non è esattamente come nel film, è vero, ma la cosa assurda è che ci si avvicina parecchio, questa è la cosa straordinaria e che ti farebbe voglia di scrivere un sacco se solo avessi del tempo. Per ora prendo appunti di viaggio qui sul blog. Bè, era da un pò che non scrivevo un post così normale che racconta in prosa le cose.
Oggi si è laureata una cara amica. Non ero lì, è vero, ma mi piace pensare che qualcuno abbia pensato che un pò c'ero. Tanti auguri giganti DANI!!!
Un abbraccio a tutti.
Mi resta solo da scrivere una frase giù, con sopra una foto di un bambino che corre con un aquilone, sia mai che gli scappi dalle mani per il troppo vento e si vada ad impigliare su un albero.

aquilone
"E non immagini la pena di trovare il tuo cuore aquilone, impigliato fra i rami di un albero spoglio, che spera ancora in un soffio di vento."

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venerdì, 29 settembre 2006, ore 16:57
direttamente dalla fantasia di barneydasurfer in carrozze

catapultato ...DOVE?

Io là, su una nuvola chiara, soffice a coccolarmi nel piacere della bellezza tutt'intorno. Poi tempesta, la nuvola si fa più scura, così tutt'attorno. Turbolenza, il mio battito si accelera, un lampo ed un tuono tutto assieme, non son separati. Sulla terra è più facile accogliere le due cose separate, ma così è terrore. Tanto che scivolo dalla nuvola e in quell'attimo quasi non cado nel vuoto. Qualcosa mi tiene, una mano stringe la mia mano con forza ma la pioggia è come olio e lentamente quella presa forte mi lascia sfuggire via. L'attimo dopo cado nel vuoto.
E' un volo lungo prima di aprire in un momento esatto il mio paracadute che mi poggia con leggerezza sul suolo. Con me una grossa valigia, regalo caro, e uno zaino carico. Ad aspettarmi un cartello con su scritto il mio nome che mi introduce in una città tutta bucata sotto, con il sole e la gente che si mischia senza accorgersene. Prendo il cartello che mi accompagna, lo giro, dietro c'è scritto che questo posto mi accoglierà per un anno, niente più. E' scritto a caratteri grandi e non puoi sbagliare c'è scritto proprio così. Ma allora, come la carrozza di cenerentola si è trasformata in una zucca allo scoccare della mezzanotte io, mi chiedo, alla mia mezzanotte che verrà fra un anno in cosa mi trasformerò??
La domanda non ha risposta e questo forse è l'aspetto più bello di tutto quello che succede da queste parti. Per ora so che ho davanti un anno da carrozza multilingue, ho da portarmi a spasso e imparare un pò di cose, poi, se ne parlerà, forse.
06_Cenerentola02

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lunedì, 11 settembre 2006, ore 14:55
direttamente dalla fantasia di barneydasurfer in via

...uno strano commissariato...
s6Al centro della grande stanza illuminata a giorno da delle potenti luci al neon che stanno appese al soffitto c'è un tavolo. Ad un estremo sono seduto io: viso tumefatto e maglia bianca con evidenti chiazze di sudore. All'altro estremo è seduto un uomo con una camicia bianca e con le maniche piegate sugli avambracci. Sulla sua sedia ha poggiato una giacca scura e una cravatta blu. Di fronte a se, poggiato sul tavolo, ha un fascicolo. Legge poi mi guarda. Mi guarda poi continua a leggere.
Io mi sento soffocare, so che incomincerà a fare delle domande, rispondere non so se sia la scelta più giusta. Non mi ricordo come sono finito dentro quella stanza, chi mi ha portato qua, cosa ci faccio e perchè. So solo che il posto non mi piace e che devo andar via di là il prima possibile. Cerco di non pensarci ma più ci penso e più soffoco. Così guardo in alto, fra le potenti luci al neon c'è un ventilatore, di quelli grossi che sembrano un elicottero rovesciato. Mi lascio ipnotizzare da quel movimento periodico che per un attimo mi rilassa. Ma l'attimo è tanto tanto breve. Peccato. L'uomo con la camicia bianca, con lo sguardo ancora rivolto verso il fascicolo incomincia con un accento che mi irrita:
- Allora, Matteo carissimo, che vogliamo fare? Ti decidi a parlare? Dove vuoi andare, cosa è questa storia che parti? Dov'è che vai? In Spagna?... Senti, tu non hai capito un cazzo... qui, non è che parti e ritorni come vuoi tu. Mi sembri una trottola impazzita. Ma ci pensi a quello che stai facendo? Dove credi di andare?
Le sue parole sono lame, ogni domanda è una ferita ma non c'è sangue che mi dia la coscenza del danno subito. Si alza dalla sedia con calma e viene verso di me. E' in piedi e si poggia sul tavolo quasi elegantemente ad un palmo dalla mia sedia.
- ...niente da dire come al solito, vero?

Faccio per alzarmi dalla sedia, dicendo:
- Senta, io devo andare...
Ma poggiando la mano sulla mia spalla e spingendomi forte mi riaffonda nella mia sedia senza scomporsi. La sua camicia bianca è impeccabile, sembra uscita dalla tintoria ora.
- No, mi dispiace, ma tu resti quà. Dovremo farci una lunga chiacchierata, non credi? Non puoi andar via senza dirmi nulla. Non sei pronto bambino mio. Fuori di qui il mondo è difficile, hai dei limiti e gli conosci. Chi vuoi sfidare? Non ti basta quello che hai fatto fino ad ora? Ok, parti e qua cosa lasci? Hai fatto delle grandi cose... Complimenti. Ma non ti vergogni? Sei un uomo di merda. Bel modo il tuo, fai, vivi, conosci, strafai e poi quando ti sei raccolto un pò di cose attorno, cosa fai? Vai via, scappi, prendi il volo, niente ti ferma, sei troppo pieno di te per vedere gli altri.

Mi guarda scuotendo la testa, sogghigna mentre io non riesco ad aprire bocca. Quello che dice è vero? Che cazzo di tribunale è questo? Cosa mi vuole dire? Che colpe ho?... Il mia accusante si allontana, mi gira attorno poi aggiunge:
- Vado a prendere un caffè. Tu vuoi qualcosa?
Scuoto la testa. La mano che spunta dalla manica bianca sollevata si dimentica di chiudere la porta della stanza creando la mia unica via di fuga. Prima di uscire gli lascio un appunto sul tavolo.Scrivo velocissimo:
Dicevo: che gambe lunghe che ha e che brutto colore il manto. Credevo di guardare un cavallo ma invero ciò che guardavo non era una cavallo ma bensì una giraffa: animale splendido davvero che tanto tempo fa , era un regalo speciale, riservato ai re.

Così, scritto questo, indosso veloce la giacca posata sulla sedia di fronte a me ed imbuco la mia unica via d'uscita. Mi aspetto che qalcuno mi impedisca di andar via ma nessuno fa caso a me, alla macchinetta del caffè c'è il mio accusante, penso - ora son finito -, invece mi saluta con un sorriso dicendo:
- Caspita ti sta benissimo la mia giacca, tienila e fai buon viaggio. Adios!
Io non capisco, saluto titubante. Esco fuori dall'edificio, il sole mi abbaglia. Vedo un taxi, gli corro contro e in un attimo sono dentro e urlo all'uomo alla guida:

- Schiaccia il piede su quel merda di pedale e portami a Malpensa!!
E-Card-escape-plan

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