8 dicembre 2003. 4 anni fa.
Fuori da una finestra con un vetro fine come un foglio di carta piove da più di due ore. Su Cagliari soffia un vento da NORD. Onde nella zona di Villasimius, Chicos ci ha invitato a passare la notte là, in una casa a 2 minuti dal mare, insieme a Stefano Isola e il suo amico Diego per cogliere le prime onde del mattino. Alle 00:47 mi raggiungono a casa el Morotz e Steve con la mitica citroen AX. Carichiamo le tavole e ci immettiamo in una strada piena di curve e instancabile pioggia. La nostra vita corre sul filo del guard-rail ma ridiamo e dopo un ora e mezza arriviamo al nostro sicuro riparo per la notte. Ci apre il cancello Chicos che dormiva. Veniamo stipati in una stanza fredda e scura dotata di letto matrimoniale dove ci sistemiamo e passiamo la notte io, el Morotz e Steve. Grasse risate. Ore 6:30 Chicos ci sveglia dal nostro dolce sonno. Fuori ancora buio, ma vogliamo anticipare tutti e quindi ci priviamo del sonno, facciamo colazione e ci prepariamo. Il cielo e terso, un azzurro perfetto, e il vento ha smesso di soffiare. Nell’aria c’è l’odore del mattino d’inverno. Io, Steve e el Morotz siamo in ritardo, gli altri si sono già avviati verso il mare. Le tavole sono gelide e le corde per legarle ancora di più. La citroen AX ci fa un po’ preoccupare in partenza ma non ci abbandona.
Ci avviciniamo al mare. La strada curiosamente in discesa ci permette di scoprire pian piano un mare perfetto. Onde glassy di 1.5m si rompono su un fondale di sabbia finissima, sotto un caldo sole invernale. Gli altri sono già in acqua, Stefano Isola ci regala l’emozione di un tubo sfociato in wipe-out. Noi ci infiliamo le mute con dei sorrisi grandi mentre dalla radio viene fuori una canzone inaspettata, in apparenza fuori luogo. So this is Christmas di John Lennon. Quella canzone non so perché ma ci mette ancora più gioia addosso e ci emoziona. Era l’8 di dicembre, faceva freddo e noi ci spogliavamo all’aperto per infilarci una muta ed entrare in acqua con la tavola. Normale per qualunque surfista si potrebbe dire. Ma noi eravamo surfisti per caso, molto principianti, inesperti e facili alle emozioni portate dal mare. Una bella povertà.
La giornata è proseguita in acqua fino a circa le 12:00. La mia tavola aveva subito un incidente ma non me ne curai. Pranzammo a casa di Chicos, parlando di onde e di vita, nell’aria si respirava un bell’odore. Un odore di armonia. Verso le 17:00 ci siamo messi sulla via del ritorno fra risate grasse e racconti e propositi e l’idea che in fondo era già Natale e la gente faceva i presepi e gli alberelli dentro case calde e in quelle fredde.

Ho scritto un po’ per ricordare quel giorno di 4 anni fa. Son cambiate tante cose ora. C’è da scoprire qual è il Matteo fortunato: il Barney di 4 anni fa o il quasi ingegnere Matteo Sanna a Madrid e con un lavoro davanti? Chissà. Io voterei per il Barney super surfista per tutta la vita ma chi lo sa, in un libro avevo letto che facciamo la scelta giusta si e no l’8% delle volte.
sul tavolo, corpo coperto di salsedine, occhi a guardare un tramonto sul mio mare. Mare su cui si passeggiava mezz'ora prima. Poi tornare a casa. Vedere quel sorriso che hai aspettato e atteso, abbracciarlo e sentirsi bene. Sul mare non ci sono strade. È la piazza di Shatzy. Le strade le tracci tu.

No alla pedofilia
, cammino in mezzo alla strada vuota e il sole si stiracchia dietro il non lontano palazzo reale... Bè, la situazione mi strappa un sorriso, bello quanto il mio souvenir di Tenerife e quei mostri di domande sono solo fortunata libertà di poter scegliere che sarà...

. Partivo e ho scritto due righe dettate da una bella sensazione e della bella musica. Oggi son di nuovo nella bella Madrid, con in bocca un bel sapore, sulla pelle un bel profumo e nella testa mille grilli che saltano.
"Ciò che trovi dentro ad un viaggio non lo puoi mai sapere.
Ci sono storie che uno decide di raccontare, altre in cui ti ci ritrovi dentro e non ci puoi far nulla.
. Fortunato per un sacco di cose che a elencarle sarebbe un compito infinito. Qui succedono cose così, cose che son belle.
. Qui la vita erasmus fa il suo corso, con tutto quello che c'è dentro. Le amicizie, le conoscenze, la cultura, la vida loca e la velocità di tutto e tutto in una volta. Sono qui da un mese più o meno e mi sembra di esserci da 1 anno. Domenica notte ho guardato l'appartamento spagnolo, in spagnolo. Mi ha fatto un certo effetto, qui non è esattamente come nel film, è vero, ma la cosa assurda è che ci si avvicina parecchio, questa è la cosa straordinaria e che ti farebbe voglia di scrivere un sacco se solo avessi del tempo. Per ora prendo appunti di viaggio qui sul blog. Bè, era da un pò che non scrivevo un post così normale che racconta in prosa le cose.
Un abbraccio a tutti.
Al centro della grande stanza illuminata a giorno da delle potenti luci al neon che stanno appese al soffitto c'è un tavolo. Ad un estremo sono seduto io: viso tumefatto e maglia bianca con evidenti chiazze di sudore. All'altro estremo è seduto un uomo con una camicia bianca e con le maniche piegate sugli avambracci. Sulla sua sedia ha poggiato una giacca scura e una cravatta blu. Di fronte a se, poggiato sul tavolo, ha un fascicolo. Legge poi mi guarda. Mi guarda poi continua a leggere.